21 Febbraio 2021 ~ 0 Commenti

Ciao Dottora

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Scrivo questo articolo dopo aver saputo da poco che la nostra collega Erica, con il suo compagno, esperti scialpinisti, travolti da una slavina all’Alpe Devero, non sarà più dietro il banco. La sua farmacia, da generazioni, è una di quelle istituzioni che, nella nostra zona, sono caposaldo per chiunque, anche per i colleghi limitrofi. Erica era una di quelle farmaciste, figlia di farmacisti, che non ha buttato all’aria il lavoro fatto da chi l’ha preceduta, ma ha saputo mescolare esperienza, astuzia e imprenditoria all’arte tramandata dello speziale, alla dedizione verso il paziente che è caratteristica indispensabile per stare dietro al banco. Era una di quelle farmaciste orgogliosa di essere una donna imprenditrice che sapeva far valere i suoi ideali e le sue posizioni, a costo di doversi imporre. Saper dare un proprio taglio all’interno di un’attività che necessita di serietà e rispetto come la farmacia, è uno dei suoi lasciti che voglio portare con me: Erica amava il verde, il verde della natura sotto ogni sua forma, e lo capivi entrando nella sua farmacia tinta di quel colore dal pavimento alle scaffalature, fino ai piccoli dettagli come i bordi del suo camice. Quando abbiamo aperto la nostra nuova farmacia, a pochissimi chilometri in linea d’aria dalla sua, mi sono sentita di dover accedere al suo territorio in punta di piedi, chiedendo permesso, e ho sentito la sua presenza, non di sfida, come tante malelingue avranno sostenuto, ma di aiuto e di incoraggiamento, soprattutto in un anno duro come questo, fatto di emergenza, malattia, disagi, ossigeno, paure.

Passando davanti alla sua farmacia, in questi giorni, ci sono la commozione, i fiori e cuori verdi, la sua fotografia sorridente. C’è un staff tutto al femminile, di cui lei parlava sempre orgogliosa, che alza la saracinesca la mattina sentendo la sua voce che le incita a non stare a piangersi addosso, che bisogna aprire comunque perché c’è qualcuno che continua ad aver bisogno del loro lavoro. C’è un paese intero incredulo e grato per il lavoro svolto con gentilezza e fermezza, quando serviva, con attenzione alle regole e al rispetto del senso civico. Credo che questo sia l’esempio di cosa sia un farmacista per chi gli si appoggia, per chi ha cercato in lui conforto, aiuto, consiglio. Il farmacista, dal suo lato umano e con la sua esperienza professionale aggiornata, non lo puoi trovare né in un sito di prodotti farmaceutici online, né chiedendo al DottorGoogle, né in chi si spaccia per professionista della salute e non lo è. Il farmacista è dietro al banco, è lì che lo trovate, è lì che vi dà il suo sostegno e supporto. Il dolore che ha generato la perdita improvvisa di una collega e amica tanto amata per il suo lavoro, a cui lei stessa aveva dedicato la vita, è l’esempio di quanto ci si senta persi senza un figura di riferimento così importante, soprattutto in realtà più piccole come quella di paese.

Tra amiche e colleghe stiamo organizzando un evento a lei dedicato con un gesto in sua memoria, un gesto tutto verde, come sarebbe piaciuto a lei.

Ciao Dottora, così mi salutavi e così ti saluto io oggi, orgogliosa di essere una farmacista dagli alti valori, in mezzo a molti che volano troppo basso.

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