17 Novembre 2019 ~ 0 Commenti

DIADAY: UN’OCCASIONE DA RIPETERE TUTTO L’ANNO

La nostra neonata farmacia ha aperto in piena settimana di DiaDay: la gente contenta di scoprire che in quel cantiere, tolta la carta da pacchi sulle vetrine, sia nata una farmacia, si ritrova con piacere a poter effettuare un controllo glicemico gratuito e a ricevere una serie di consigli che, con attenzione, recepisce come preziosi suggerimenti di salute. In occasione di questa iniziativa, attiva in sempre più numerose farmacie del territorio nazionale, non si può che riflettere sul tragico scenario di quella che, ad oggi, viene riconosciuta come l’epidemia del nostro secolo. Come riportato anche nell’articolo postato su www.farmacommunity.it, i dati ISTAT parlano chiaro: nel 2016 oltre tre milioni e duecentomila persone in Italia dichiarano di essere affette da diabete, circa il 16,5% dei soggetti dai 65 anni in su. A questi andrebbero aggiunti coloro che, senza rendersene conto, sono insulino-resistenti gravi, tendenzialmente sovrappeso, con massa grassa accumulata a livello addominale viscerale e manifestazioni borderline per altri disturbi tali da diagnosticare una sindrome metabolica. Il dato allarmante e che fa riflettere è che, questa diffusione sia quasi raddoppiata negli ultimi trent’anni, contemporaneamente all’incremento di cibi raffinati dall’industria alimentare privati di fibre, aggiunti di zuccheri e di edulcoranti.

L’occasione del DiaDay deve essere per noi farmacisti una sorta di trampolino di lancio per abituarci, tutto l’anno, a parlare del diabete per i soggetti a rischio o per chi ne è già affetto, ma, sottoposto a terapia farmacologica, non si preoccupa di seguire un attento stile di vita mirato. Impariamo a spendere due parole in più, soprattutto con chi ha un BMI >26, accumulo adiposo addominale, valori glicemici borderline e familiarità per il diabete. Segnaliamo, soprattutto a soggetti giovani, quanto il diabete di tipo II, quello che un tempo colpiva esclusivamente una popolazione di età avanzata, sia una malattia a lento sviluppo: lento è l’instaurarsi un’insulino-resistenza, lento è il crescere dei valori glicemici nel sangue, lento è il verificarsi delle gravi complicanze legate al danno cellulare e vascolare. Il nostro ruolo deve essere quello di insistere sull’insegnamento delle vie maestre per la riduzione della diffusione epidemica del diabete: un’adeguata attività fisica e una riduzione degli zuccheri semplici e di carboidrati raffinati dalla nostra alimentazione. Insegniamo ai pazienti a leggere un’etichetta nutrizionale, a comporre un piatto della salute, a conoscere validi integratori alimentari che possano aiutarci a controllare al meglio una condizione di insulino-resistenza per la quale stiamo già tirando troppo la corda. Questo aiuto deve essere messo in atto anche per chi fa già uso di terapia ipoglicemizzante: chi non trasformerà il proprio stile di vita seguendo dettami di salute, si ritroverà a dover costantemente trasformare la dose farmacologica consigliata per riuscire a mantenere la glicemia e l’emoglobina glicata a livelli accettabili. Non fidiamoci di industrie alimentari “produttrici di diabete”, svolgiamo il nostro compito di educatori sanitari al meglio sia per coloro a cui possiamo evitare l’instaurarsi del diabete, sia per coloro che vorranno migliorare la propria qualità della vita nonostante le terapie in atto.

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