09 Aprile 2018 ~ 0 Commenti

IL GIUSTO LINGUAGGIO DELLE IPERSENSIBILITA’ ALIMENTARI

Prendo spunto da una circolare arrivata presso gli Ordini dei Farmacisti pochi giorni fa, in cui il nostro Presidente Andrea Mandelli segnalava la presa di posizione della FOFI nei confronti del Decalogo sulle intolleranze alimentari predisposto dalla FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri), in collaborazione con alcune associazioni professionali, nel quale si cercava di mettere in guardia il cittadino da pratiche non accreditate per l’accertamento di fantomatiche intolleranze o allergie alimentari, attraverso mezzi non validati dalla comunità scientifica. Nel decalogo, prontamente ritirato per una revisione in seguito alla segnalazione della FOFI, venivano elencati centri a cui non fare affidamento perché non addetti al consiglio nutrizionale e all’analisi di esami non validati: purtroppo, le farmacie erano parte di questo elenco assieme a centri olistici, beauty farm, palestre.

In primis, mi sono sentita sminuita in qualità di farmacista con ruolo di educatrice in ambito sanitario e nutrizionale in quanto la mia professionalità, da parte di enti accreditati dal Ministero della Salute, è stata messa allo stesso livello di quella di estetiste o personal trainer (professionisti indiscutibilmente esperti nel proprio campo, ma non in quello sanitario) o, peggio ancora, di sostenitori di aziende che vendono fantomatici beveroni dimagranti. Quindi sono soddisfatta che la nostra professione sia stata immediatamente difesa!

In secundis, mi sento di dover far chiarezza in ambito di allergie, intolleranze e ipersensibilità alimentari in quanto purtroppo ho avuto occasione di riscontrare che anche i colleghi, talvolta, fanno scivoloni o propongono test che non rispecchiano la nostra professionalità. Facciamo un breve ripasso!

L’allergia alimentare è una reazione avversa anomala dell’organismo a particolari allergeni presenti nei cibi, con stimolazione del sistema immunitario correlato ad alcuni organi bersaglio. I sintomi possono partire anche dall’assunzione di piccole quantità dell’alimento incriminato e possono essere di differente entità a seconda della predisposizione soggettiva: si va da un fastidioso rush cutaneo, all’aumento della produzione di muco nelle vie aeree, a sintomatologie gastriche e intestinali, fino a casi più gravi di disidratazione, ingrossamento dei linfonodi, difficoltà nella respirazione e nella deglutizione, shock anafilattico. La prevalenza di allergia alimentare nella popolazione generale si aggira attorno al 2%, ma nei bambini i valori possono raggiungere l’8%. Le principali sostanze coinvolte in manifestazioni allergiche sono di natura proteica e si trovano in alimenti come latte, uova, crostacei, soia, frutta secca, ma possiamo ritrovarle anche in altri cibi come frutta (mele, fragole, pesche, ciliegie, kiwi), verdura (sedano), vino rosso e additivi coloranti (rosso carminio E124).

L’intolleranza prevede, invece, il coinvolgimento di altri meccanismi (carenze enzimatiche, recettoriali, metaboliche) e dipende da sostanze particolarmente attive presenti negli alimenti o da un disturbo della digestione o dell’assorbimento di alcuni costituenti alimentari. Esse agiscono, nella maggior parte dei casi, in relazione alla quantità di alimenti non tollerati ingeriti (dose-dipendente) con un fenomeno di accumulo di tossine, che determina l’insorgere di sintomi spesso simili a quelli allergici.

Possiamo distinguere intolleranze di tipo farmacologico o di tipo metabolico. Le prime sono tipiche di casi in cui si manifesta un’ipersensibilità nei confronti di sostanze attive come la tiramina contenuta in alcuni formaggi stagionati (emicrania, ipertensione) oppure le xantine contenute in caffè, the, cioccolata (tachicardia, reflusso esofageo, insonnia). Le intolleranze di tipo metabolico sono le più diffuse e possono coinvolgere diversi fattori. Tra queste, troviamo le amminoacidopatie che derivano dalla carenza o dall’assenza di alcuni enzimi metabolici, per esempio la fenilchetonuria, causata dall’intolleranza alla fenilalanina. Inoltre, inseriamo in questo gruppo l’intolleranza al lattosio, permanente o transitoria, causata dall’incapacità di molti individui di digerire lo zucchero del latte, a causa della carenza dell’enzima lattasi, con conseguenti sintomi gastrointestinali. Anche la celiachia fa parte di questa categoria ed è un’intolleranza metabolica permanente al glutine, responsabile di danni alla mucosa intestinale.

Si evince da questo breve promemoria, che in farmacia sarà difficile effettuare test che valutano queste reazioni, in quanto i metodi diagnostici più comunemente usati sono i classici test cutanei (skin prick test) e la ricerca di anticorpi specifici nel sangue tramite prove immunochimiche. Tuttavia, presso le nostre realtà non dobbiamo stare in silenzio, ma personalmente preferisco parlare di “infiammazione da cibo” e, attraverso validati test in circolazione che misurano, possiamo valutare quanto alcuni cibi abbiano intossicato il nostro organismo e con quali mezzi possiamo aiutare il corpo a ridurre questo disturbo. Il nostro compito è quello di consigliare un’alimentazione il più varia possibile, segnalando i cibi maggiormente infiammanti e ricchi di sostanze di facile accumulo dannoso: carni rosse, affettati, prodotti in scatola, grassi animali, zuccheri bianchi. Attraverso una dieta di rotazione settimanale che rispecchi lo svezzamento infantile è possibile rieducare il sistema immunitario alla riconquista della tolleranza immunologica, riducendo la reattività e controllando l’infiammazione e la sintomatologia. Le cellule immunitarie si dimostrano più plastiche e sensibili all’ambiente esterno, lasciando più spazio a interventi di carattere alimentare volti al ripristino dell’equilibrio.

Sarà nostra premura consigliare l’intervento di una visita specialistica per valutare eventuali altri esami; qualora si riscontrasse una reale allergia o intolleranza metabolica come la celiachia, saremo noi i primi esperti a poter dare un consiglio adatto in merito e in questo caso, non c’è GDO che tenga: il vero professionista esperto è solo in farmacia e il proprio reparto alimentare non è un supermercato, è un luogo di consiglio e confronto dove poter scegliere cibi speciali in assoluta sicurezza.

 

#nonchiamateladieta

#lafarmacistaaifornelli

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