28 Maggio 2018 ~ 0 Commenti

ONCO-DIETA: quando il cibo e lo stile di vita sono prevenzione

Sono stata assente dal mio blog in quest’ultima settimana per un aggiornamento che mi ha tolto completamente le energie serali, momento in cui normalmente mi metto alla tastiera del pc. Ma potervi dire che siamo sulla strada giusta per la prevenzione oncologica è una valida giustificazione!

Il 24 maggio è stato pubblicato il terzo report in ambito di dieta, stile di vita e cancro “Diet, Nutrition, Physical activity and cancer: a global prospective”, dove in oltre 12mila pagine (ammetto di non averle lette tutte!!!!), esperti mondiali hanno portato la propria esperienza e i propri dati in ambito di prevenzione oncologica e relazione tra stile di vita e crescita tumorale. Nel report si raccolgono dati scientifici che potranno essere inseriti in numerosi percorsi oncologici e che devono servire come monito forte ai Paesi per sviluppare e promuovere politiche efficaci di prevenzione di forme tumorali primarie o recidive.

Sono circa dieci anni che mi occupo di stile di vita in ambito oncologico e l’aggiornamento costante mi ha portato a leggere sentenze per poi appuntare studi che sostenevano esattamente il contrario; ho supportato tesi di rigide indicazioni alimentari, per poi avvicinarmi all’idea che una pizza con gli amici senza regole, ma circondati da quattro risate non può che fare del bene all’anima di chi combatte contro il cancro e l’isolamento da malattia. In questi anni ho imparato da massimi esperti oncologi e ricercatori che la sana via di mezzo, l’empatia e il consiglio pratico sono i segreti per fare in modo che anche un’abitudine alimentare radicata ma poco salutare venga accantonata. Sono quei segreti per fare in modo che il malato si fidi di noi, che ci possiamo aggiornare ogni santo giorno, ma se poi non diventiamo umani non potremo mai fare la differenza, generando benessere al paziente che possa seguire senza indugi o paure la sua onco-dieta. Ho imparato, leggendo stralci di questo report, che la verità sta nella conclusione a cui sono arrivata, ossia che non esiste alcun cibo che da solo possa essere considerato causa o prevenzione per il cancro: è lo stile di vita nella sua globalità che fa la differenza, è cosa portiamo in tavola ogni giorno, è come lo mangiamo, è l’ambiente in cui viene coltivato e quello in cui respiriamo. È l’attività fisica che intraprendiamo, lo stress che ci attanaglia e la sigaretta che non riusciamo ad abbandonare, tanto è soltanto una. Ma tutti i giorni.

Conosco un oncologo che suggerisce spesso ai pazienti di rivolgersi a me per le indicazioni alimentari durante le fasi chemioterapiche e antirecidivanti e, bonariamente, consiglia al paziente di passare da lui in reparto quando vuole un piccolo dolce senza farmelo sapere. Queste parole strappano un sorriso, ma danno fiducia perché sono una pacca sulla spalla come a dire “So che non sarà facile, ma è giusto che tu segua questo stile di vita. L’eccezione non fa male a nessuno e dividerla con qualcuno che sa quanto dura è questa strada fa arrivare prima al traguardo”. Lode a questi medici!

Trovate il report sul sito del World Cancer Research Fund International www.wcrf.org Buona lettura!

#nonchiamateladieta

#lafarmacistaaifornelli

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