20 aprile 2018 ~ 0 Commenti

PROGETTO GIOVANI

Prendi 20 giovani farmacisti amanti della propria professione, desiderosi di far sentire la propria voce, speranzosi di avere istituzioni che li ascoltino e mettili in una serata di piena primavera nella sede del proprio Ordine provinciale: troverai entusiasmo, energia, progetti, idee, risate, brindisi.

È quello che mercoledì sera è accaduto a Varese grazie al “Progetto Giovani Farmacisti Varese”, un’idea in cui ho creduto fermamente da mesi, in cui mi trovo a fare da ideatore, ma anche da partecipante. Credo, da sempre, che la professione del farmacista sia dinamismo, concretezza, empatia, formazione continua e assistenza territoriale, ma ho spesso trovato istituzioni che hanno smentito questo mio ideale. Ora che faccio parte io stessa dell’istituzione, in qualità di vice-presidente dell’Ordine di Varese, spinta anche ammirando il lavoro fatto da Agifar negli ultimi anni, ho voluto concretamente dare la mia impronta alla professione e, timidamente, con l’aiuto di giovani colleghi dell’Ordine, abbiamo invitato tutti i nostri iscritti under-40 a partecipare a una serata assolutamente informale in cui mettere in tavola idee, richieste e necessità. Con le dita incrociate abbiamo atteso che qualche curioso partecipante suonasse al citofono della sede: ci siamo ritrovati per qualche ora a parlarci faccia a faccia con lo stesso linguaggio di chi ama il proprio lavoro, vorrebbe avere di più, vorrebbe nuovi progetti, vorrebbe dare il proprio aiuto, ma anche sentirsi supportato.

Una richiesta tanto sentita è stata quella di poter approfondire quanto il farmacista possa operare in differenti ambiti esterni a quello del comune banco della farmacia, come galenica, nutrizione, educazione sanitaria, comunicazione editoriale, ambito ospedaliero, farmacologia, istituzioni pubbliche come le ATS o le scuole. Ci siamo convinti che ognuno di noi, con la propria differente formazione possa insegnare all’altro, parlando il medesimo linguaggio, spinti dalla stessa energia e prevediamo a breve l’inizio di nuovi corsi di formazione teorico-pratica, anche in collaborazione con esponenti dell’ATS che si sono dimostrati disponibili e felicemente soddisfatti di questo giovane fermento.

Sono uscita a termine della serata chiudendo la porta della sede dell’Ordine come se fosse casa nostra. Perché è così: sentirsi parte della professione, significa che l’ente che ci rappresenta debba essere parte integrante della professione stessa. In primis, credendo in noi, che siamo il futuro già oggi. Stay tuned!

 

#nonchiamateladieta

#lafarmacistaaifornelli

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