15 Dicembre 2019 ~ 0 Commenti

Salviamoci dal pranzo di Natale

Durante il mese di dicembre, in farmacia i pazienti fanno a gara per portarci qualche dolcetto natalizio che sia di buon augurio, ma spesso scopri che a volte lo fanno anche per renderci più magnanimi in vista delle richieste di medicinali senza ricetta, quasi fosse una bustarella. Sorrido e riconosco ormai a distanza chi entra con fare sicuro di sé per chiedere una benzodiazepina o un antibiotico senza ricetta, pur sapendo di potersi trovare di fronte un gentile no. Un farmaco ha obbligo di ricetta per svariati motivi, ma il più importante, che spesso i pazienti non colgono, è la loro stessa sicurezza nell’utilizzo. Un farmaco ha obbligo di ricetta per evitarne l’abuso, per garantire passaggi obbligati dal medico per effettuare il controllo, per farci insospettire qualora non faccia più effetto, per evitarci disturbi collaterali, per evitare che il nostro corpo si sensibilizzi. Quando si tratta di antibiotici, la ricetta previa visita medica è fondamentale affinché i batteri ad oggi più comuni e apparentemente banali non diventino resistenti alle cure con le quali li abbiamo sempre combattuti. Purtroppo, i dati pubblicati qualche giorno fa dal Ministero della Salute ci mostrano che in Italia il consumo di antibiotici risulta essere di gran lunga superiore alla media europea e che deteniamo il primato Ue di decessi per antibiotico-resistenza. La farmacia deve essere, in tal senso, il primo polo di prevenzione dall’iperabuso di antibiotici e di comunicazione in merito all’utilizzo corretto di antibiotici: nessuno nega un antibiotico per capriccio o antipatia. Soprattutto, ci tengo a sottolinearlo, nessuno di noi colleghi lo venda per aprire il cassetto senza curarsi della salute altrui. Non possiamo scindere la nostra natura di farmacisti da quella da imprenditori, lo dice anche il nostro codice deontologico, ma il consiglio professionale sono convinta vinca sempre e comunque sul lungo termine.

Quando, dunque, mi giungono dolcetti natalizi pronti per corrompermi, mi dedico alla prelibatezza in questione, chiedo la ricetta, scopro curiosità culinarie, scambio idee con le pazienti-cuoche e mi dedico a fornire qualche regola d’oro per mantenere il pesoforma e i valori ematici di glicemia e colesterolo nella norma nonostante il periodo natalizio li faccia tremare. Consiglio di non rassegnarsi perché non esistono Natale, 31 dicembre o Epifania senza qualche dolce o pietanza tipica della tradizione, ma che, tuttavia e per fortuna, esistono la sana via di mezzo e le eccezioni che valgono quanto la regola. Quindi, senza lasciarci travolgere dalle abbondanze sconsiderate, consigliamo a prendersi cura del proprio corpo che, aiutato a stare in forma tutti i giorni dell’anno con un’alimentazione corretta, sarà anche pronto a proteggerci per il resto dell’inverno, prevenendo probabilmente spiacevoli malanni stagionali ed evitandoci l’assunzione inutile di antibiotici. Che sia un 2020 di salute, per tutti noi.

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