21 Luglio 2023 ~ 0 Commenti

Il farmacista va in vacanza

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In questa rovente estate che scorre veloce, la nostra farmacia resta aperta per garantire che chiunque possa sempre trovare la nostra presenza qualora ne avesse bisogno. A turno, noi farmaciste ci concediamo meritatamente giornate di respiro e tranquillità, bisogni indispensabili soprattutto quando si lavora per i restanti giorni dell’anno a contatto con pazienti affamati di ascolto, attenzioni e supporto.

Eppure, ormai matematicamente, come ogni anno, non mi tolgo del tutto il camice e mi capita di dover intervenire in soccorso di qualche situazione anche mentre mi sto godendo la mia meritata vacanza.

Un consiglio in merito alla crema solare usata per una pelle molto delicata oppure un aiuto dopo che una medusa ha pizzicato in modo fastidioso una serena nuotata al largo. Un aiuto pratico per una distorsione su un sentiero in montagna oppure per un colpo di calore sotto il sole rovente di una città d’arte. Un suggerimento in merito a mal d’auto, paura di volare, nausee gravidiche in vacanza. Tutto questo può capitare a una farmacista in ferie!

In queste situazioni, comunque, non mi sono mai tirata indietro: fa parte del nostro codice deontologico, ma soprattutto della nostra etica professionale, nonostante la voglia di restarsene sul lettino facendo finta di nulla dietro a un buon libro è sempre una bella tentazione!

Quest’estate, mentre facevo del rilassante giardinaggio in montagna, dove la natura mi placa stress e fatiche, un gruppo di escursionisti percorre il sentiero davanti a casa ammirando i fiori del mio vicino sempre bellissimi. D’un tratto, una giovane donna della comitiva si lascia andare a terra improvvisamente in un mancamento che fa spaventare i compagni che, senza alcun titolo medico, le si avventano attorno praticando le più singolari manovre per farla riprendere. Abbandono le mie piantine e ancora con indosso i guanti da giardinaggio mi avvicino consigliando di lasciare spazio alla donna che nel frattempo, con le gambe sollevate da un compagno di camminata più attento, sta riprendendo i sensi. Assieme capiamo, dopo aver risposto a qualche mia domanda, che probabilmente si tratta di un calo glicemico: con calma, l’aiuto di una bevanda con Sali minerali e una manciata di frutta essiccata dolce, la facciamo sedere. Le raccomando di non dimenticare la colazione, soprattutto prima di un’escursione in montagna, di portare con sé spuntini sani e semplici da digerire, di ascoltare il proprio corpo e rispettare le proprie capacità fisiche: non si diventa escursionisti improvvisati senza un po’ di allenamento e attenzioni. Le consiglio comunque di riscendere a valle e di farsi visitare da un medico qualora i sintomi proseguissero.

La comitiva riparte, chi a valle, chi in salita, e io me ne ritorno ai miei fiori fischiettando, consapevole che anche per quest’estate camice e caduceo sono rimasti con me.

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