L’era della farmacia visionaria
Oggi è stata una di quelle giornate stranamente calme in farmacia: nessuna consegna di enormi bancali di merce, nessuna interruzione della rete per comunicare con i sistemoni regionali, nessuna coda impaziente davanti ai nostri banchi. Oggi è stata una di quelle giornate che serve per aggiornare il piano editoriale sui social, per preparare le vetrine con i nuovi prodotti stagionali, per organizzare giornate dedicate alla dermocosmesi. Oggi è stata una di quelle giornate in cui ci siamo bevute un caffè con tranquillità, scambiandoci due chiacchiere.
E io adoro questi attimi, perché ci si confronta, ci si allinea come un gruppo omogeneo, perché si fanno quelli che nelle grandi aziende chiamano brainstorming senza nemmeno accorgersene, buttando fuori idee e post-it mentali che mettono sul tavolo creatività, voglia di fare, capacità di crescita.
Leggendo ad alta voce una circolare appena scaricata dalla nostra PEC, confermo quanto la farmacia dei servizi che, fino a poco tempo fa, restava un progetto visionario, oggi, complice il covid, stia diventando realtà. Ho spiegato alle nostre giovani dottoresse quanto io ci veda nella farmacia un futuro presidio di salute a tutto tondo, un piccolo hub territoriale presente in modo capillare in grado di offrire medicinali e integratori, vaccinazioni ed esami diagnostici di prima istanza. Ma soprattutto un punto di riferimento per la prevenzione perché il futuro sarà nel garantire il mantenimento della salute e del benessere, prima ancora della cura di una patologia. La prevenzione sarà un investimento per il paziente che si garantirà una salute e un benessere più duraturi, migliorerà funzioni fisiologiche, ridurrà l’attacco da parte dei radicali liberi e il conseguente invecchiamento cellulare precoce. La prevenzione sarà inoltre investimento per il nostro Sistema Sanitario che ne gioverà grazie ad una popolazione meno bisognosa di medicinali, più longeva, più attenta a screening, a nutraceutica e alimentazione sana.
Il farmacista saprà diventare un riferimento sicuro per il cittadino che vi troverà sempre di più quel consulente di prima istanza, quel curatore di prima linea, colui che, per primo, potrà consigliare, rassicurare e indirizzare dal proprio medico, qualora sia necessario, aiutando quest’ultimo nella cura del paziente attraverso strumenti diagnostici di immediato utilizzo.
Capisco, per un attimo, di fantasticare a occhi aperti su quella che sarà la nostra farmacia tra qualche anno, pronta ad affrontare il cambiamento, desiderosa di essere d’aiuto, ambiziosa al punto e al momento giusto.
Squilla il telefono, qualcuno chiede di ordinare un integratore che verrà a ritirare domani, sento la porta scorrevole aprirsi e vedo entrare Mario con le casse pomeridiane dei medicinali; dietro di lui la signora Mariella con una mazzetta di ricette. Torno al banco, consapevole del mio ruolo e di essere una farmacista visionaria pronta al cambiamento che è pronto a mostrarsi.

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